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Storia Recente

Daley si è adoperato per consolidare la propria posizione a guida della città seguendo una linea che il padre avrebbe condiviso, ma dimostrandosi assai più saggio e lungimirante di questi. Oggi i parchi sono molto più puliti e sicuri e le scuole - che una recente indagine aveva annoverato tra le peggiori di tutta la nazione - stanno mostrando chiari segni di miglioramento. Una nuova generazione di professionisti sta riscoprendo le gioie del vivere in città, non ultima la vivace realtà culturale e sociale che anima Chicago. Miliardi di dollari di investimenti privati sono confluiti verso i quartieri cittadini e la diversificazione delle fondamenta economiche della città le ha consentito di affrontare con maggiore lucidità la recessione e la minaccia del terrorismo.

Nel 2003, il sindaco Daley è stato premiato per la quinta volta dagli elettori di Chicago con una valanga di preferenze.

Storia Moderna

All’alba del XX secolo la popolazione di Chicago aveva ormai raggiunto il milione di abitanti. Nel 1933 Ed Kelly fu eletto sindaco. Egli si adoperò per rinsaldare l’influenza del partito democratico in città, inventando il leggendario ‘meccanismo’ che per i successivi 50 anni avrebbe condizionato la vita politica locale: i politici assegnarono migliaia di posti di lavoro a persone che, in cambio, promisero di fare di tutto perché i loro benefattori venissero rieletti. Tale meccanismo toccò l’apice della sua efficacia nel 1955 con l’elezione di Richard J. Daley, che fu riconfermato sindaco per ben cinque volte e rimase in carica fino alla sua morte, avvenuta proprio in municipio nel 1976. Grazie al suo straordinario intuito politico, Daley tenne in pugno la città come nessun sindaco aveva mai fatto fino ad allora.

Nel 1971 venne chiuso l’ultimo recinto di bestiame di Chicago. Chiusero i battenti anche fabbriche e acciaierie, dopo che molte società decisero di trasferirsi nei sobborghi o verso gli stati meridionali, dove tasse e salari erano più bassi. Un decennio di stravolgimento economico minò alla base la realtà industriale di Chicago. Sempre negli anni ‘70, tuttavia, si verificarono due eventi che avrebbero segnato in modo significativo il futuro della città. Nel 1974, nel Loop fu inaugurata la Sears Tower, che per quell’epoca era il grattacielo più alto del mondo, dando inizio a una fase di sviluppo che avrebbe portato alla creazione di migliaia di posti di lavoro altamente redditizi nell’ambito finanziario, legale e in molti altri settori. Nel 1975, poi, a downtown venne aperto il centro commerciale Water Tower Place e gli imprenditori edili cominciarono a capire che l’ambiente urbano costituiva di per sé un’attrattiva.

Nell’autunno del 1982 esponenti di primo piano della comunità afroamericana di Chicago riuscirono a far eleggere il primo sindaco di colore di Chicago, Harold Washington, convinto sostenitore della causa riformista. Gran parte dei disordini politici e sociali che caratterizzarono gli anni dal 1983 al 1987 ebbero ignobili implicazioni razziali, ma alla base degli scontri c’era il rifiuto della vecchia guardia di cedere il potere e la facoltà di conferire onori e assegnare cariche a un sindaco riformista. Ironia della sorte, alla morte di Washington, avvenuta sette mesi dopo la sua rielezione nel 1987, lo stesso sindaco e i suoi sostenitori stavano appena cominciando a godere i frutti di quel meccanismo clientelare contro il quale in passato si erano battuti.

Nel 1989, Chicago elesse alla carica di sindaco Richard M. Daley, figlio di Richard J. Daley. Anche R.M. Daley era dotato di uno straordinario intuito politico ma, a differenza del padre, dimostrò di essere ancora più abile nel creare unità tra le diverse forze politiche.

Storia ante 20mo Secolo

Nessuno sa per certo quando i nativi americani si siano stabiliti per la prima volta nella regione di Chicago, ma le prime testimonianze ne fanno risalire la presenza in questa zona a 10.000 anni fa. Verso la fine del 1600, tra le molte tribù ormai insediatesi nell’area, la più potente era quella dei potawatomi. Nel 1673, gli indiani guidarono l’esploratore canadese Louis Jolliet e il missionario Jacques Marquette al Lago Michigan navigando lungo il fiume che oggi attraversa Chicago. I due vennero a sapere che gli indiani della zona chiamavano ‘Checaugou’ il territorio intorno alla foce del fiume, dal nome dato all’aglio selvatico (secondo alcuni si trattava di cipolle) che vi cresceva.

Dopo la guerra d’Indipendenza, gli Stati Uniti concentrarono sempre di più l’attenzione sulla vasta frontiera occidentale. Nel 1779, il mercante di pelli Jean Baptiste Point du Sable aveva fondato un insediamento sulla sponda settentrionale del fiume. La posizione sulle rive del Lago Michigan era ideale per il governo, che intendeva istituire una presenza permanente nella zona, e nel 1803 sulla sponda meridionale del Chicago River fu costruito Fort Deaborn. Chicago ricevette lo status ufficiale di città nel 1833, con una popolazione di 340 abitanti. Nel giro di tre anni, la speculazione dei terreni fece salire alle stelle il mercato immobiliare locale: lotti che erano stati venduti per33 nel 1829 salirono a 100.000. Il rialzo dei prezzi fu alimentato dall’avvio della costruzione dell’Illinois & Michigan Canal, una via d’acqua interna che collegava la regione dei Grandi Laghi al fiume Illinois e quindi al Mississippi e a New Orleans. Il gran numero di lavoratori richiamati dalla costruzione del canale fece moltiplicare la popolazione di Chicago.

Dopo l’apertura del canale nel 1848, le navi mercantili provenienti dai Caraibi cominciarono a transitare dal Chicago River alla volta di New York. Uno dei principali organi finanziari della città, il Chicago Board of Trade, fu istituito dagli agricoltori dell’Illinois per gestire la vendita delle granaglie che, grazie al canale, avevano notevolmente aumentato la loro penetrazione nei mercati orientali. La costruzione della ferrovia assorbì la manovalanza che era rimasta senza lavoro dopo il completamento del canale. Nel 1850 venne portata a termine la linea destinata a servire i coltivatori di cereali tra Chicago e Galena, nell’Illinois occidentale. Un anno dopo, la città concesse all’Illinois Central Railroad il terreno necessario per la posa dei binari a sud della città. Fu la prima ferrovia nata grazie a un’assegnazione di terra; a questa seguirono molte altre concessioni, che portarono all’estensione della rete ferroviaria da Chicago verso tutte le direzioni. In breve la città divenne il nodo dei treni merci e passeggeri di tutta l’America, un ruolo che avrebbe mantenuto per tutto il secolo successivo.

Come altre città del nord, anche Chicago trasse vantaggio dalla guerra civile, che fece da volano allo sviluppo delle sue acciaierie e delle fabbriche manifatturiere, fornendo grossi quantitativi di merci da trasportare alle ferrovie e ai mercantili che solcavano il canale. Nel 1865, l’anno che pose fine alla guerra, si verificò un evento che avrebbe profondamente influenzato la città per tutto il secolo successivo: nel South Side fu aperta la Union Stockyards, che unificò le diverse attività legate alla lavorazione e al commercio della carne, prima sparse in tutta la città. La rete ferroviaria di Chicago e la comparsa di carrozze frigorifero consentirono di trasportare la carne verso est fino a New York, favorendo lo sviluppo di questo comparto.

L’8 ottobre 1871 un incendio di vaste proporzioni invase la città dai quartieri a sud-ovest del centro. I risultati furono devastanti, sebbene ancora oggi si discuta sulle vere cause che lo provocarono. Le fiamme avvolsero la città per tre giorni, uccidendo 300 persone, distruggendo 18.000 edifici e lasciando 90.000 senzatetto. ‘Domattina 100.000 persone non avranno né cibo né riparo. Potete aiutarci?’, fu il messaggio disperato che il sindaco Roswell B. Mason inviò a Est, mentre il municipio e la città intorno a lui stavano andando in fumo. Il sindaco Mason ebbe grandi meriti per l’abilità con cui seppe gestire la ripresa. Il suo miglior risultato fu impedire che i consiglieri comunali mettessero le mani sui milioni di dollari che arrivano da Est in seguito alle richieste di soccorso, assicurandosi che i sussidi arrivassero davvero ai bisognosi.